• Accordo quadro mais, Mercuri (Aci): "Stimoli e fiducia per la produzione primaria"

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    Giorgio mercuri

    Lo scorso marzo la filiera maidicola si è compattata attorno a un Accordo quadro che può rappresentare un punto di svolta per la cerealicoltura italiana. Promotrice dell’intesa è stata Assalzoo, che ha chiamato a raccolta le organizzazioni che rappresentano gli altri segmenti della filiera agroalimentare. Per le prossime tre campagne maidicole, pertanto, sarà possibile stipulare contratti di secondo livello per il mais da granella di filiera italiana certificata. Con Assalzoo hanno sottoscritto l’accordo Cia, Confagricoltura, Copagri, Ami, Compag, Aires, Assosementi e Origin Italia. Giorgio Mercuri, presidente di Aci, Alleanza Cooperative Italiane – Settore Agroalimentare, risponde a due domande chiave del post-accordo.

    Che significato ha per la maiscoltura italiana l'Accordo quadro di filiera?

    La firma dell’Accordo quadro mais rappresenta la conclusione di un percorso avviato nel 2018 con la firma del Memorandum of Understanding, sottoscritto con l'obiettivo comune di promuovere la salvaguardia, il sostegno e lo sviluppo della produzione di mais italiano, a beneficio dell'intera filiera agroalimentare del nostro Paese, che negli ultimi anni ha registrato una produzione interna in forte calo, con una riduzione delle superfici seminate di oltre il 50%. L’Accordo quadro, quindi, si propone innanzitutto di ridare stimoli e fiducia alla produzione primaria di mais, per frenare la caduta produttiva e per sostenere la produzione di un cereale fondamentale per garantire le produzioni zootecniche del nostro Paese, da cui derivano anche gran parte delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare, come formaggi e salumi.

    Quali saranno le possibili ricadute sull'agroalimentare italiano?

    La ricaduta auspicata sull’agroalimentare italiano riguarderà in particolare la possibilità di poter contare su un quantitativo consistente di granella di mais italiana, che assicurerà la fornitura di mangimi di origine nazionale alle diverse filiere agroalimentari, in particolare a filiere di qualità come latte e carne, e la qualità per il mondo della cooperazione ha sempre avuto un’importanza ed un ruolo fondamentale. L’intento è infatti sia quello di favorire il ripristino di un’adeguata capacità di approvvigionamento interno, in modo da arginare la forte dipendenza dall’estero che, nel solo 2019, ha portato il livello delle importazioni a raggiungere un picco storico di 6,4 milioni di tonnellate, sia quello di dare a questa coltura una identità precisa, che distingua a livello qualitativo e di provenienza la granella italiana da quella di importazione. Una delle caratteristiche più importanti dell’accordo è infatti l’origine italiana certificata della granella di mais. Infine, la crisi che stiamo vivendo sta mettendo in evidenza l’importanza di incentivare tutte le filiere nazionali che concorrono alla forza del nostro Made in Italy agroalimentare. Oggi più che mai poter gestire a casa nostra la produzione di una materia prima così strategica per il comparto zootecnico è fondamentale per mantenere vive le filiere che ne derivano.

     

    redazione 23-06-2020 Tag: Giorgio MercuriAciaccordo quadro mais
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